I migliori browser per iOS

Perchè accontentarsi di Safari? Ecco alcune ottime (se non migliori) alternative!

Safari è sicuramente un ottimo browser, presenta molte funzioni (segnalibri, leggi dopo, salva nei preferiti ecc) ma purtroppo non tutti si trovano bene con il browser firmato Apple, ecco quindi un po’ di alternative che riusciranno ad accontentare sia chi cerca un browser “solo per navigare” e sia per chi ne cerca uno per fare quello che Safari impedisce di fare: scaricare video.

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I migliori browser per Android

Qual è il miglior browser per navigare da Android? E il migliore per scaricare video, film e musica?

Se si possiede un Huawei, un Samsung o un HTC, non importa quanto differenti siano in sé i telefoni, hanno tutti una cosa in comune: presentano il sistema operativo Android. Per tutti questi smartphone ecco una lista dei migliori browser utili non solo per scaricare ma anche per navigare velocemente e in sicurezza.

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Perché scegliere Chrome come browser? Ecco 10 buoni motivi

Perché scegliere il browser di Google

Dopo aver scritto l’articolo “10 buoni motivi per scegliere Opera” ci siamo resi conto che questo discorso poteva essere applicato a tanti altri browser. Infatti, di browser ne esistono molti e tutti hanno dei grandissimi pregi. Conoscere i punti di forza dei vari browser permette di effettuare una scelta consapevole. Iniziamo subito con i buoni motivi per fare di Chrome il proprio browser!

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Come sospendere le schede inutilizzate in Chrome

Google Chrome occupa troppa memoria RAM? Esiste un rimedio!

Molte volte si riscontra un rallentamento al computer che poi scompare magicamente quando viene chiuso Google Chrome, non bisogna preoccuparsi…è normalissimo!

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Google Chrome integra l’AdBlock

Con un recente aggiornamento, Google Chrome ha implementato la funzione di AdBlocker

Ne avevamo già parlato ad Agosto dell’anno scorso in questo nostro articolo, ed ora la funzione di blocco pubblicitario è sbarcato sul famoso browser di Google. Sembrerà controproducente, data la posizione dominante di Google nel mercato della pubblicità online, eppure è vero: Chrome ora presenta un suo adblocker. Non è un’estensione esterna, come quelle che già da tempo si potevano installare, ma una funzionalità di serie.

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Chrome | da Luglio i siti con HTTP saranno “non sicuri”

In arrivo a Luglio Chrome 68, che segnalerà come non sicuri i siti HTTP

Guardando in alto, sul proprio browser, prima dell’indirizzo della pagina, si può trovare un lucchetto o una “i”. Se ci si trova davanti al lucchetto chiuso di colore verde, con riportata la scritta “sicuro”, allora si ha una garanzia: il sito è sicuro e segue il protocollo HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Secure) che attraverso la crittografia, l’integrità dei dati e l’autenticazione, protegge l’utente e tutti i suoi dati. Mentre, se ci si trova davanti ad una “i” cerchiata di color grigio, il sito non segue un protocollo criptato. A partire da Luglio, accanto alla “i” cerchiata comparirà la scritta “non sicuro”.

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Vedendo come gli sviluppatori hanno reagito positivamente e tempestivamente al passaggio definitivo tra Flash a HTML5, si prospetta che quest’ultima spinta verso il HTTPS venga accolta altrettanto bene e celermente. Questo passaggio ovviamente non trova impreparati gli sviluppatori, infatti, come lo stesso Google fa sapere, nel 2017, 81 dei 100 siti più visitati al mondo si presentavano già in HTTPS.

Costi e tempi

Per tutti coloro che devono ancora aderire all’HTTPS, Google mette a disposizione diversi strumenti utili alla causa. Rimane certo che il proprio webmaster riuscirà a trasportarvi il sito in HTTPS, i costi per questa operazione variano molto, da 50€ fino anche a 100€. Se non avete nessuno che vi gestisce il sito o se vi sembra eccessivo il costo richiesto dal vostro webmaster, è possibile richiedere un preventivo presso alcuni servizi che si occupano di trasportare siti da HTTP a HTTPS. Il tempo medio di un passaggio è di circa 12 ore, ma questo dipende da quando viene inviata la richiesta di certificazione.

Specifichiamo che non solo Google Chrome rileva come “non sicuri” i siti in HTTP, è per questo che è molto importante adeguarsi agli standard il prima possibile.

Il proprio browser è protetto da mining? Lo svela un sito!

Opera ha creato un sito che analizza il proprio browser!

Prima di tutto…perché bloccare il mining delle criptovalute? Perchè i siti che ospitano script di questo genere useranno il proprio computer come server per un loro tornaconto. Il risultato, per l’utente, è un notevole dispendio di CPU del PC con conseguente rallentamento. Ovviamente, quando verrà chiuso il sito, tutte le funzionalità del computer torneranno come prima, ma “esser usati come server” a propria insaputa non è il massimo, ecco perché Opera ha integrato in un suo recente aggiornamento la funzione anti-mining. Sarebbe quindi sufficiente installare Opera Browser per assicurarsi protezione dai siti che fanno mining all’insaputa degli utenti ma, se non ci si trova bene con il browser norvegese, si può installare un plug-in disponibile per Google Chrome e Firefox che permette di avere lo stesso risultato offerto da Opera. Qui un articolo dedicato ad un’estensione anti-mining disponibile per Chrome e Firefox.

Ma passiamo alla novità del giorno: il sito che analizza il browser e indica se si è protetti o meno dalle operazioni di mining. Il servizio si chiama Cryptojacking Test e per iniziare non bisogna far altro che aprire il sito cryptojackingtest.com e cliccare su Start, nel giro di pochi secondi si otterrà il responso inerente alla protezione del browser che si sta adoperando. Per ora il test può essere eseguito solo da PC o con dispositivi Android, presto in arrivo la compatibilità con iOS.

Mosaic | L’antenato di tutti i browser

25 anni fa veniva rilasciato il primo web browser.

All’inizio, il web, o WEB per com’era conosciuto all’epoca, era un grande mistero. Così come gopher e archie (sistemi che permettono la navigazione in Internet tramite una lista di comandi), erano un’interfaccia basica che solo i pochi esperti di Internet conoscevano. Poi, tutto cambiò. Per prima cosa, il Commercial Internet Exchanghe (CIX) rese possibile a tutti di navigare sulla rete, poi due programmatori, al National Center for Supercomputing Applications (NCSA) presso l’Università dell’Illinois di Urbana-Champaign, crearono il primo web browser popolare: Mosaic.

Era il 23 Gennaio 1993 e la prima versione beta di Mosaic veniva rilasciata per i sistemi operativi Unix. In realtà non è stato proprio il primo web browser, alcuni indicano ViolaWWW, un browser Unix, altri ancora browser Erwise. Cello ottiene invece il primato per essere il primo web browser grafico su Windows.

Sicuramente, nessuno di questi browser diventò tanto famoso quanto Mosaic. Mosaic rivoluzionò tutto, perché era veloce e permetteva di caricare pagine con immagini. Prima, i browser, permettevano di vedere le immagini in pagine separate. Così raccolse velocemente molti estimatori essendo il primo browser “facile da utilizzare” e rese popolari icone, segnalibri e altre interfacce attrattive.

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Non tutti però potevano utilizzare Mosaic, in quanto la configurazione era abbasttanza complicata. A quei tempi, accedere a Internet era abbastanza difficile. Ad esempio, Windows non supportava nativamente il protocollo fondamentale di internet, TCP/IP, fino all’uscita di Windows 95. Se si voleva il protocollo TCP/IP su Windows 3.1x, bisognava installare il programma Trumpet Winsocket e trovare un Internet Service Provider (ISP).

Le statistiche del NCSA affermarono che dopo il rilascio di Mosaic “più di 5000 copie venivano scaricate ogni mese; il centro riceveva centinaia di migliaia di richieste di email alla settimana e il traffico su Internet aumentava esponenzialmente”. A metà del 1994, il direttore del NCSA, disse che i download di Mosaic avevano raggiunto quota 50 mila al mese. Calcolando che a quel tempo Internet viaggiava con una velocità di 28.8 kilobits al secondo, questo numero era molto alto.

I creatori di Mosaic presto realizzarono che il loro browser poteva diventare una vera e propria icona, così presero il codice di Mosaic e nell’ottobre del 1994 realizzarono il primo web browser commerciale di successo: Netscape Navigator. Cinque anni più tardi, Netscape rilasciò il codice sorgente Mosaic/Netscape come open source. Questo codice poi diventò la base del browser di Firefox.

Microsoft, nonostante quello che Bill Gates affermò più tardi, non capì da subito l’importanza che Internet e i browser avrebbero avuto in futuro e ovviò al problema copiando il codice base di Spyglass Mosaic per produrre la prima versione di Internet Explorer (IE). IE 2.0 venne rilasciato come aggiunta su Windows 95 nel Microsoft Plus Package, nell’agosto del 1995. Per dovere di cronaca, non fu mai sviluppato un IE 1.0.

Se si visita il sito ufficiale di Mosaic si può notare che il progetto non è più attivo e vengono consigliati browser alternativi come Internet Explorer, Firefox e Opera.

Mosaic ha trasformato il nostro mondo. Oggi, viviamo le nostre vite sempre collegati al web, e tutti siamo debitori di questo a Mosaic. Nonostante il programma perse quasi tutti i suoi utenti entro la fine del 1998, a causa dell’introduzione di Netscape, oggi viviamo nel mondo dove Mosaic fu il primo pionere.

Come aggiungere un sito nei preferiti su Safari da iPhone o iPad

Una piccola guida su come inserire un sito nei preferiti tramite il proprio iPhone.

Aggiungere un sito nei preferiti è molto utile, non bisognerà così ridigitare, ogni volta, l’indirizzo del sito…basterà solo cliccare sull’icona e il gioco è fatto! Il sito si aprirà immediatamente!

C’è però da dire che Safari di iPhone aiuta molto in questa operazione, selezionando già di default alcuni dei siti visitati più spesso, quindi, molte volte, ci si ritrova già in home page un sito senza averlo messo nei preferiti.

…ma vediamo subito come mettere nei preferiti un sito per renderlo così sempre lì, a portata di dito!

Come impostare un sito in preferiti

  1. Andare sul sito.
  2. Cliccare sull’icona centrale in basso alla finestra. In genere, questo genere di icona, è quella corrispondente alla condivisione (il quadrato con un freccia verticale che punta verso l’alto).
  3. Cliccare su aggiungi nei preferiti.

Come eliminare un sito dai preferiti

  1. Aprire Safari.
  2. Tra le icone che compaiono, tenere premuta l’icona corrispondente al sito che si vuole eliminare.
  3. Cliccare su elimina.

Come controllare tutti i preferiti di Safari

  1. Aprire Safari.
  2. Cliccare sull’icona del libro (in basso a destra).
  3. Cliccare su preferiti.

Da qui è possibile controllare tutti i preferiti inseriti in lista e modificarli.

Semplice, vero?

Per sapere come inserire un sito nei preferiti su Google Chrome, consigliamo la lettura di questo nostro articolo.

Come bloccare il mining delle criptovalute sui siti web

Alcuni siti fanno mining di criptovalute con i computer degli utenti, rallentando così la navigazione! In questo articolo vedremo come rimediare!

Abbiamo da poco parlato della nuova versione di Opera Browser che, tra le varie novità, ha introdotto un “Anti-Mining” al già presente Ad-Blocker. In questo modo vengono bloccati tutti gli script che i siti adoperano per fare mining di criptovalute con i computer degli utenti.

Perché bloccare il mining delle criptovalute? Perchè i siti che ospitano script di questo genere useranno il proprio computer come server per un loro tornaconto. Il risultato, per l’utente, è un notevole dispendio di CPU del PC con conseguente rallentamento. Ovviamente, quando verrà chiuso il sito, tutte le funzionalità del computer torneranno come prima, ma se “esser usati come server” non piace proprio, esiste un’estensione adatta all’occasione!

leggere anche: poper blocker | addio pubblicità invadenti

Per ovviare al problema basterebbe adoperare Opera Browser ma, se non ci si trova bene con il browser norvegese, si può installare un plug-in disponibile per Google Chrome e Firefox che permette di avere lo stesso risultato offerto da Opera.

leggere anche: chrome | installare plug-in di opera
opera | installare plug-in di chrome

L’estensione di cui stiamo parlando si chiama No Coin ed è completamente gratuita e di veloce installazione. Una volta installata non ci si pensa più, l’estensione farà tutto da sola.

Per sapere come funzionano le estensioni, click qui.