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Obsolescenza programmata, cos’è e come si manifesta

L’obsolescenza programmata è quel fenomeno dettato dall’azienda produttrice per il quale i prodotti immessi sul mercato presentano già nativamente un limite vitale prestabilito. Questa pratica si manifesta quando un apparecchio (generalmente smartphone, ma anche computer ed elettrodomestici) termina il suo ciclo vitale o improvvisamente diventa arretrato in funzionalità e in caratteristiche e l’utente-consumatore viene così spinto ad acquistarne un altro. Questa pratica industriale è l’obsolescenza e si divide in due tipologie: reale o percepita ed è stata creata per permettere alle aziende di vendere con un ritmo più frequente i loro prodotti.

Obsolescenza Reale

L’obsolescenza reale è, di fatto, la fine del ciclo vitale del dispositivo. In genere, il dispositivo si guasta proprio alla fine della garanzia.

   

L’obsolescenza reale è un fenomeno molto diffuso e che non caratterizza solo il mondo degli smartphone, ma anche quello dei computer e degli elettrodomestici in generale. L’obsolescenza reale non è nemmeno un fenomeno recente, infatti il primo caso nella storia si è verificato nel 1923. I primi prodotti con “rottura programmata” furono delle lampadine ad incandescenza la cui unica colpa era quella di durare troppo, venne preso così un accordo per diminuire la vita delle lampadine che passarono così da 2.500 ore di vita a 1.000. Questo caso è noto come accordo Phoebus.

Ancora ad oggi si sente parlare di questo genere di obsolescenza programmata, basti pensare alle batterie di pc e smartphone che, dopo un paio d’anni, non mantengono più la carica rendendo il dispositivo praticamente inutile.

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le batterie degli smartphone sono tra i primi componenti a guastarsi rendendo inutile e “obsoleto” lo smartphone. Click sull’immagine per scoprire come aumentare la vita delle batterie al litio.

Obsolescenza percepita

L’obsolescenza percepita è invece più silenziosa della precedente: induce l’utente a cambiare pc, smartphone, frigorifero o lavastoviglie perché arretrato, non più attuale.

   

Forse l’esempio più lampante è quello che riguarda gli smartphone: anche comprando l’ultimo uscito, dopo appena un anno ne esce uno con nuove funzioni, nuova estetica, fotocamera più potente e autonomia della batteria maggiore…la sensazione è quella di ritrovarsi con in mano un telefono già vecchio. Per non parlare degli aggiornamenti di sistema: chi ha un telefono che non è più raggiunto da nessun aggiornamento si sente limitato. Insomma, ci si ritrova indietro anche se lo smartphone funziona benissimo.

Conclusioni

Aggirare o evitare l’obsolescenza programmata non è per niente facile, ma esistono degli accorgimenti da poter attuare:

Attualmente esistono due proposte di legge nel nostro paese, entrambe ferme alla Camera dei Deputati. La prima proposta prevede una disponibilità di pezzi di ricambio fino a 5 anni dopo la fine della produzione del prodotto interessato, la seconda proposta è volta a estendere il periodo di garanzia a 5 e 10 anni a seconda del dispositivo.

   
   
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