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Social e chat, arrivano nuovi limiti per i minori di 16 anni

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Dal 25 maggio i social dovranno adeguarsi alle nuove regole ue

Il 25 maggio, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento Ue sulla privacy, social e chat dovranno modificare le condizioni d’uso sul consenso al trattamento dei dati personali. Nello specifico, l’articolo 8 del Gdpr prevede che, per chi ha meno di 16 anni e intende usare un servizio come Whatsapp, Facebook o Instagram, “un genitore o un tutore debba acconsentire a suo nome ai termini d’utilizzo”. I singoli Paesi dell’Ue possono decidere di abbassare il limite di età a 13 anni.


Questo cambiamento non trova però impreparate Facebook, Whatsapp e Twitter che già si sono adeguate alla norma europea, altre applicazioni come SnapChat, Instagram e Telegram dovranno invece allinearsi alle nuove regole Ue entro il 25 maggio.


FACEBOOK – sarà necessario il consenso del genitore. In mancanza di questo, il giovane tra 13 e 15 anni vedrà una versione meno completa e personalizzata della piattaforma. Il sistema di controllo prevede anche che venga indicato il contatto sul social o l’indirizzo mail del genitore che darà il consenso. Queste novità non colpiranno solo gli europei.

MESSENGER – La chat di Facebook, come il suo social, sta chiedendo agli utenti di aggiornare le impostazioni sulla privacy in vista del 25 maggio. Anche sull’app varrà la soglia dei 16 anni.

WHATSAPP – L’applicazione di messaggistica più utilizzata al mondo, di proprietà di Facebook, richiederà un’autorizzazione ai genitori di ragazzi tra i 13 e i 15 anni, ma solo nell’Unione europea. In mancanza dell’ok genitoriale, gli under 16 non potranno usare la chat.

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TWITTER – Twitter ha iniziato ad aggiornare i suoi termini di servizio per allinearsi al Gdpr. Anche in questo caso è richiesta un’età minima di 16 anni e il consenso dei genitori.

INSTAGRAM – Il social del momento, appartenente alla famiglia Facebook, ha iniziato l’adeguamento alle nuove norme consentendo all’utente di chiedere una copia di tutto quanto ha condiviso sulla piattaforma (foto, video, messaggi). Il limite d’età non è stato aggiornato, al momento resta fermo a 13 anni.

SNAPCHAT – Leggendo le condizioni d’uso, si scopre che “i servizi non si rivolgono a persone sotto i 13 anni. Questo spiega perché non raccogliamo consapevolmente dati personali di soggetti con un’età inferiore ai 13 anni”. Nel 2013 ha creato SnapKids, una versione ridotta della app per chi ha tra 8 e 12 anni.

TELEGRAM e SIGNAL – Le due chat “a prova di intrusione”, apprezzate per la riservatezza, in fase di registrazione chiedono solo il numero di telefono. Per ora non sono stati fatti annunci di conformità al Gdpr.

Purtroppo, nonostante gli impegni presi dai social e dalle chat più popolari, molte di queste restrizioni possono essere aggirate facilmente dichiarando un’età superiore ai 16 anni.

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